È
l'antica Sulpitia dei romani; testimonianza
della civiltà di questo centro valtiberino
è la Chiesa di Colledestro.
La
sua storia più recente è segnata
da due tristi eventi: dall'inondazione
del
1855, provocata dalla frana del poggio
di Belmonte, che, in seguito alle abbondantissime
precipitazioni di quell'anno, ostrui
il
corso del Tevere (in quell'occasione andarono
perduti documenti archivistici e testimonianze
artistiche); dalla distruzione procurata
dalle truppe tedesche in ritirata, che
minarono
e rasero al suolo l'abitato.
Del
suo antico impianto medioevale rimane l'arco
della porta di Tasano, che si apriva a sud
della cinta di mura compresa tra due speroni:
di uno di essi resta ancora qualche traccia
nella struttura dell'Asilo infantile.
Si
trovano ancora alcuni begli edifici (Palazzo
Comunale e Palazzo Pretorio) con stemmi
in pietra o di bottega robbiana. Tavole
robbiane sono pure presenti nella Collegiata
con interno a croce latina. Notevole il
santuario cinquecentesco della Madonna dei
Lumi.
In
alcune sale del Municipio ha sede l'Archivio
Nazionale del Diario, la cui attività
è legata un importantissimo premio
culturale, (il premio "Pieve - Banca
Toscana) che si propone di scoprire e rivalutare
memorie e diari inediti.
Per non dimenticare le nostre radici è
nato il Centro della Documentazione Storica
della Civiltà Contadina "Dina
Dini"; presso le Scuole Elementari
"C. Salvetti" di Pieve Santo
Stefano.
I
testi sono stati tratti da "Quattro itinerari
in Valtiberina" - COMUNITÀ MONTANA VALTIBERINA
TOSCANA e da " Valtiberina " - AZIENDA
DI PROMOZIONE TURISTICA DI AREZZO